domenica 17 agosto 2008
Certi testi sono dei tesori, non finiscono mai di sorprendere...
in stato di ubriachezza, di frequentare luoghi di ritrovo pubblici o aperti al pubblico".
Cazzo!!!!!
venerdì 15 agosto 2008
Nuovo regolamento di polizia urbana
Da Assemblea Autoconvocata Firenze:
"COMUNICATO STAMPA
Firenze, 11 Agosto 2008
NUOVO REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA, INIZIATI I CONTROLLI DEI VIGILI
Questa mattina sono entrate in vigore le Nuove norme per la civile convivenza in città ovvero il nuovo Regolamento di Polizia Urbana. [...] Nell'ultima settimana tutti i reparti si sono dedicati alla formazione e alla preparazione logistica. Il personale è apparso molto convinto dell'importanza dei nuovi 46 articoli del regolamento [...] che contengono circa 150 regole per la convivenza in città. [...]
Alle 8 è partita l'operazione Incroci puliti: [...] cinque i venditori di giornali multati [...,]in via Fiordaliso gli agenti hanno multato una residente che aveva esposto dei panni ad asciugare sulla strada, una contravvenzione da 160 euro è stata elevata anche a un esercente che in via Calzaioli [...] stava pulendo la vetrina del negozio oltre l'orario consentito (entro le 10).
Numerosi controlli anche nei confronti dei mendicanti [...], due quelli multati (in via Ruffini e in via Corridoni) perché recavano intralcio o fastidio ai pedoni. [...] In piazza Santo Stefano, gli agenti hanno multato una famiglia francese perché bivaccava in modo indecente occupando il suolo pubblico. I vigili hanno sequestrato anche diverse biciclette allucchettate agli arredi. [...]
Nessuna multa infine per l'utilizzo del bagno dei locali pubblici: la Polizia Annonaria ha" potuto andare a cagare in tutti i bar del centro storico.
lunedì 19 maggio 2008
Scordato strumento
Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.
L'ho sempre trovato distante, Montale, nei contenuti. Cos'è allora che ci trovo adesso?
martedì 29 aprile 2008
Che fare?
mercoledì 19 marzo 2008
lunedì 28 gennaio 2008
Shomér ma mi-llailah?
- La notte, udite, sta per finire,
ma il giorno ancora non è arrivato
sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato.
Ma io veglio sempre, perciò insistete,
voi lo potete: ridomandate!
Tornate ancora se lo volete, non vi stancate!
Cadranno i secoli, gli dèi e le dee,
cadranno torri, cadranno regni
e resteranno di uomini e idee polvere e segni.
Ma ora capisco il mio non capire,
che una risposta non ci sarà
che la risposta sull'avvenire
è in una voce che chiederà:
- Shomér ma mi-llailah?
Shomér ma mi-lell?
Shomér ma mi-llailah, ma mi-lell?
Da due commenti di Guccini:
"Un verso di Isaia (capitolo 21, versetti 11 e 12), shomér ma mi-llailah è alla base della canzone omonima. Il verso è misterioso. Significa: "Sentinella, a quanto della notte, a che punto è la notte?" Isaia, uno di quei profeti che minacciano in continuazione e lanciano fuoco e fiamme, all'improvviso si lascia andare in questo verso bellissimo e altamente poetico, di grande speranza. La sentinella risponde: "La notte sta per finire ma l'alba non è ancora arrivata. Tornate, domandate, insistete"."
"C'è sempre stata, pudica, sottile, nelle mie canzoni, una domanda sull'infinito, sul senso ultimo delle cose. Ma da agnostico, da vago panteista e spiritualista quale sono, da uomo che non crede nell'esistenza dell'anima ma forse coglie un fondo di infinitezza, di immortalità nel nostro destino, mi fermo alla domanda, all'interrogativo. L'importante è, però, che questa domanda non cessi mai, perché è uno dei sintomi preziosi della nostra vitalità come uomini."
E' bello, dopo anni che si ascoltano le canzoni di un artista, riuscire ancora a stupirsi di quanto si riesca a ritrovarsi in ciò che dice, in ciò che racconta e scrive.
domenica 20 gennaio 2008
La sapienza del papa
Attenzione! Udite, udite!
Questo papa de' parlare,
de' parlare alla Sapienza,
ma Sapienza dice “No”.
E da tutti son sentite
le risposte dall'altare
che richiedon penitenza
per i partigian del “No”.
Fa l'altare: «O venite
tutti insieme ad ingiuriare
i malnati e lor vertenza,
ché ci han detto ingiusto “No”».
Frasi ancora non capite,
ma son fatte già le gare,
fra politica e obbedienza,
a chi insulta prima il “No”.
E anche chi è assai poco mite
nei riguardi dell'altare
rutta contro la valenza
del discusso detto “No”:
«Così vengono colpite
le idee laiche, questo appare!
Si poteva fare senza:
autogol è il vostro “No”».
Certo è vero quel che dite
ma la storia è un'altra, pare.
È del papa la volenza
che sol lui possa dir “No”.
E così, udite udite,
fu lui solo a rinunciare
a parlare alla Sapienza
a chi sa anche dir di “No”.